Premettiamo che abbiamo una buona considerazione di Mario Draghi, se non altro perché da Presidente della BCEBanca Centrale Europea-, negli anni dal 2011 al 2019, ha tenuto in piedi la baracca Italia acquistando una montagna di nostri titoli di Stato, che ben difficilmente avrebbero trovato altri acquirenti sul mercato e certamente non in quelle proporzioni,

e lo ha fatto malgrado le riserve delle nazioni europee più virtuose. E' un tecnico economista e un banchiere, non in quanto proprietario di banca, quanto per aver diretto prima la Banca d'Italia e poi la BCE ed il suo è un governo con i principali ministeri affidati a dei tecnici, come in quello di Mario Monti, anche lui tecnico economista, non banchiere, ma definito "uomo delle banche", perché è il modo dei sovran-populisti per denigrare l'avversario. Draghi, come dieci anni fa Monti, è stato chiamato a prendere in mano le redini dell'Italia a causa del fallimento della politica e dei Partiti, nessuno escluso, che alle necessità e agli interessi degli Italiani hanno sempre anteposto la ricerca del consenso facile. Compito arduo quello di Draghi

visto che dell'attuale maggioranza fanno parte anche quei populisti e sovranisti che, fino a ieri, della BCE da lui guidata dicevano: che era una banca "privata", che creava moneta "dal nulla", che usava l'euro per "impoverire i popoli europei", che faceva parte della "Troika", che non rispondeva a nessuna Autorità politica ma

Inoltre Draghi, oltre a dover affrontare l'attuale grave situazione pandemica ed economica, gestire al meglio i fondi del Recovery Plan, rilanciare gli investimenti e la crescita, dovrà anche preoccuparsi del gigantesco debito pubblico dell'Italia e, per farlo, dovrà inevitabilmente mettere mano a tutte quelle riforme strutturali che i Partiti hanno invece sempre rinviato perché impopolari. Mario Monti, quando negli anni 2011-2012 varò severe misure per salvare l'Italia dall'orlo del baratro dove l'aveva portata la politica fallimentare del IV° Governo Berlusconi, fu accusato di essere al servizio dei "poteri forti del mondialismo" e "della BCE" che volevano distruggere l'Italia ed il popolo italiano e Mario Draghi, quando metterà mano alle riforme, rischierà di vedersi rivolgere le stesse accuse. E' il destino dei Tecnici e delle

persone preparate e competenti, quello di essere chiamate a fare le riforme necessarie, ma dolorose e impopolari, che la politica incapace e cialtrona non ha mai voluto fare per non perdere consenso e voti. Siamo convinti che, passata l'attuale luna di miele delle "larghe intese", anche nei confronti del Governo Draghi cominceranno i distinguo, le critiche, gli attacchi e poi le imboscate parlamentari, soprattutto da parte dei sovran-populisti euroscettici, che oggi hanno prudentemente accantonato le loro vere aspirazioni, ma che sono pronti a tornare a cavalcare l'inevitabile malcontento e la pro

protesta che le riforme sollevano sempre. Comunque, da europeisti convinti, facciamo a Mario Draghi i migliori auguri di buon lavoro e di riuscire a salvare questa povera Italia, mal ridotta non solo dalla pandemia, ma anche da s c i a g u r a t e c l a ssi p o l i t i c h e irresponsabili, incapaci e spesso anche corrotte. ADraghi ci permettiamo però di dare un piccolo consiglio : si guardi sempre le spalle, perché anche se sono passati più di duemila anni, i Bruto esistono ancora, solo che adesso di nome fanno Matteo.

La Vetta

Adriano Rebecchi Martinelli

 
What do you want to do ?
New mail
 
What do you want to do ?
New mail